L’Italia verso la “dittatura democratica” teorizzata da Grillo?

di | 2 marzo 2013 | 21 commenti Leggi

Quanto segue riproduce, con qualche piccola modifica, una risposta che avevo inserito dopo alcuni commenti al precedente articolo sul sistema elettorale.

Tuttavia, data l’importanza dell’argomento, ho pensato di riprodurre tale risposta in un articolo autonomo. Ringrazio i lettori per l’attenzione che vorranno prestare a queste considerazioni, che nascono da una sincera preoccupazione circa il nostro futuro, scevra da qualsiasi interesse partitico. Forse sono troppo pessimista; o forse no. Lascio decidere ai lettori.

Continuo a pensare che l’origine di molti dei mali italiani evidenziati negli interventi che precedono (scarsa qualità della legislazione più recente, diffusa mancanza di etica pubblica, ecc.) sia da rintracciare nell’attuale sistema elettorale, che ha dato luogo al noto fenomeno dei “nominati”.

Questo fenomeno, anzi, ha subito un notevole impulso con le ultime elezioni, dato che sono stati eletti una serie di nuovi candidati del Movimento cinque stelle che, pur essendo giovani e non collusi con il sistema, sono tuttavia strettamente controllati da un paio di soggetti (Grillo e Casaleggio) privi di competenze economiche e che non siedono nemmeno in Parlamento.

Personalmente non condivido affatto l’ottimismo del Cons. Perin circa gli effetti che sortirà l’avanzata del movimento di Grillo, divenuto sorprendentemente, in un sol colpo, il primo partito d’Italia, a meno che non si utilizzi questo rumoroso campanello di allarme in maniera positiva, correggendo diverse storture dell’attuale sistema; ma, nella corrente situazione sfilacciata, nella quale ciascuna forza politica guarda al proprio tornaconto elettorale, è lecito dubitare che ciò avvenga. Va tuttavia detto, per completezza, che l’ottimismo del Cons. Perin è condiviso, come ha dato notizia il Corriere della Sera di ieri, da Del Vecchio, proprietario di Luxottica, che tuttavia risiede a Montecarlo, per motivi definiti nell’articolo stesso di “ottimizzazione fiscale” (sic!) e che quindi, in ogni caso, non ha nulla da temere da una deriva populista.

Mi inquietano in particolare le seguenti circostanze:

1) sia Grillo che Casaleggio mirano ad ottenere la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani nelle prossime elezioni, che si terranno, a loro dire, tra 9-10 mesi ; così hanno espressamente dichiarato entrambi in due recenti interviste rilasciate rispettivamente alla BBC ed al The Guardian. Sia detto incidentalmente che trovo singolare che i leader di quello che è ormai il principale partito italiano rilascino le interviste solo ai giornali stranieri; così come è singolare che nell’intervista di Casaleggio si utilizzi il termine “noi”, in tal modo ammettendo che egli è uno dei capi del M5S, smentendo le sue dichiarazioni passate circa l’estraneità al movimento.

Il piano palesato dalle dichiarazioni rilasciate sia da Grillo che da Casaleggio è quello di lasciare in questi 10 mesi alle altre forze politiche l’arduo ed impopolare compito di fronteggiare la difficile crisi economica, in modo tale da accrescere ulteriormente i consensi elettorali del movimento, salvo approvare, di volta in volta, i provvedimenti che saranno ritenuti conformi al programma del movimento. Si legge infatti nel blog di Grillo quanto segue: “Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l’ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo (tanto meno a un governo Pd – Pdl), ma voterà legge per legge in accordo con il suo programma“.

Lo scenario prospettato (conquista della maggioranza assoluta dei seggi parlamentari, a seguito di nuove elezioni, con conseguente Governo monocolore del M5S), se si realizzerà, è molto inquietante, trattandosi di una forza politica estremista, populista (v. ad es. la promessa del c.d. “salario di cittadinanza”) e di rottura, anche perchè – per effetto della mancata partecipazione a dibattiti televisivi; le uniche cose che sappiamo le abbiamo infatti apprese dal blog di Grillo e dai discorsi in piazza, senza alcun contraddittorio, oppure dalle dichiarazioni rilasciate ai giornali stranieri, tradotte più o meno bene – non sono chiari i contorni del programma; quest’ultimo tuttavia, nelle parti in cui è noto, desta non poche preoccupazioni: si parla di abolizione totale del contante, di settimana lavorativa di 20 ore per tutti, di referendum per l’euro, di patrimoniale del 10%, di scomparsa degli stipendi e pensioni, sostituiti dal reddito di cittadinanza eguale per tutti, ecc.

Vedi anche le recenti affermazioni, del tutto irresponsabili, secondo cui uno Stato indebitato come l’Italia è da paragonare ad una società per azioni che va fatta fallire non onorando i debiti, con buona pace di chi ha investito; peccato che la maggioranza degli investitori – detentori di bot, cct e quant’altro – siano italiani; o come le ultimissime dichiarazioni (si stenta appena a seguirle) secondo cui: «Se fossi premier farei ricomprare all’Italia i suoi titoli di Stato da Paesi come Francia e Germania e contratterei nuovamente il tasso d’interesse», per poi concludere che «In verità l’Italia è persa da tempo. In un anno non avremo più soldi per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non c’è più molto da salvare».

2) Se si fa una rapida ricerca sul web tramite Google, ci si accorge che Grillo ha più volte dichiarato in passato (anche in filmati presenti su You Tube) di volere quella che lui chiama testualmente, con un ossimoro, una “dittatura democratica” che verrebbe esercitata, a suo dire, tramite il web (al quale, com’è noto, accede solo una parte della popolazione, onde tanto democratica la dittatura promessa non è), ma che in pratica verrebbe esercitata da un elevato numero di “nominati” che siedono in Parlamento e che debbono sottostare alle direttive impartite direttamente da Grillo (pena l’immediata epurazione e la mancata ricandidatura, sanzioni queste particolarmente gravi per candidati praticamente sconosciuti). Già la parola “dittatura”, usata da Grillo, anche se esercitata mediante Internet “democraticamente”, mi fa rabbrividire, pur essendo un fautore del web, come testimonia il mio lavoro nella rete da oltre 16 anni (dal dicembre 1996);

3) a ciò aggiungasi che in questi giorni mi sto rileggendo i primi due volumi della trilogia di Richard J. Evans, La nascita del Terzo Reich, Mondadori ed. 2006, sulle condizioni che determinarono l’ascesa al potere di Hitler in Germania e le analogie rispetto alla situazione presente sono impressionanti: anche in quel caso nella popolazione serpeggiava un grande malcontento, sia per le difficili condizioni economiche della c.d. Repubblica di Weimar, afflitta da una inflazione galoppante, sia per la frustrazione derivante dalle dure condizioni imposte alla Germania dal Trattato di Versailles; anche in quel caso alla dittatura si arrivò dopo una serie inconcludente di elezioni; anche in quel caso la presidenza della Repubblica era affidata ad un presidente prestigioso ma vecchio – il Generale Hindenburg – il quale, dopo avere fronteggiato vittoriosamente Hitler, prima di morire fu costretto ad affidargli l’incarico di Cancelliere del Reich. Dopo la morte di Hindenburg, Hitler dichiarò la carica di presidente del Reich vacante, fondendola di fatto con quella di cancelliere, sotto il titolo di “Führer e Cancelliere del Reich” (Führer und Reichskanzler), rendendo sé stesso capo di Stato e capo del governo della Germania.

Anche se si vanno a rileggere le pagine del monumentale trattato di Renzo De Felice sulla storia del fascismo, le analogie non mancano, dato che anche al momento della presa di potere da parte di Mussolini, il popolo versava in una situazione economica difficilissima ed era frustrato (in quel caso per la questione della c.d. “vittoria mutilata”).

Le difficoltà economiche e la frustrazione del popolo (al momento attuale per la diffusa corruzione, per i privilegi della casta, nonchè per la politica economica estremamente restrittiva impostaci dalla Germania con il Fiscal compact supinamente accettato) costituiscono un ottimo brodo di coltura per l’ascesa di regimi totalitari e comunque per l’aspettativa messianica di un presunto “salvatore”. Ad una dittatura ci si può arrivare non necessariamente solo con un colpo di stato dell’esercito o con una insurrezione popolare, ma anche a seguito di elezioni. Così è avvenuto almeno per due delle tre maggiori dittature dello scorso secolo. Ha quindi ragione il Wall Street Journal di qualche giorno addietro, secondo cui per la democrazia in Italia le ultime elezioni rappresentano un grosso campanello d’allarme.

4) Può essere che i miei timori siano eccessivi e che siano determinati da un certo pessimismo o da cattive letture. Ma mi inquieta comunque il fatto che una forza come il M5S, ormai primo partito in Italia, si rifiuti di governare con chiunque e punti ad ottenere la maggioranza assoluta dei consensi con nuove elezioni, in modo da collocare una ben consistente truppa di persone, certamente in buona fede, ma inesperte e soprattutto eterodirette e comandate con il pugno di ferro (Favia docet) da un ex comico, dietro al quale vi è un personaggio inquietante come Casaleggio. Personalmente mi sento più tranquillo con i governi di coalizione, di qualsiasi colore essi siano, nei quali vi sono due o più forze che si bilanciano tra loro e smussano le posizioni estremistiche; la politica, nei paesi democratici, è per definizione un equilibrato compromesso o, come diceva Bismark, l’arte del possibile (e non delle promesse impossibili, come è da considerare, nello stato attuale delle finanze pubbliche, il cd. “salario di cittadinanza”);

5) il ritorno al “Mattarellum” e cioè ad un sistema maggioritario, sia pure bilanciato da una quota proporzionale, renderebbe difficile l’attuarsi del piano di Grillo e Casaleggio di impossessarsi del potere in Italia anche tramite il premio di maggioranza ed in ogni caso imporrebbe ai partiti esistenti di proporre agli elettori dei candidati di qualità, i quali finirebbero per prevalere su soggetti inesperti e soprattutto eterodiretti.

Continuo a ritenere che il più grosso errore di Berlusconi, che rivela la sua natura di capitano di azienda piuttosto che di politico, è costituito dall’aver voluto il Porcellum, che ha creato il fenomeno dei “nominati”, guidati spesso come degli “avatar” dal capo supremo. Bersani pensava di approfittare del generoso premio di maggioranza previsto, ma è rimasto intrappolato dalle sue sublimi furbizie. Ed il più grosso errore dei partiti, anche del PD, è stato quello di avere sempre rifiutato di attuare la previsione costituzionale secondo cui i partiti stessi sono disciplinati da una legge, in modo da assicurane il funzionamento su base democratica. Di entrambi gli errori sta approfittando ormai la coppia Grillo e Casaleggio. Il resto l’ha fatto Monti, con la complicità silente di quasi tutti i partiti, con la sua politica supinamente prona alla Germania, che ci ha portato ad una profonda recessione apparentemente senza vie di sbocco, la quale costituisce il carburante che alimenta il M5S.

Mi auguro di tutto cuore, per il bene dell’Italia (paese nel quale, fino a quando mi sarà concesso, intendo continuare a vivere), di stare prendendo un abbaglio. Ma ho la netta sensazione di stare vivendo uno di quei momenti di follia collettiva che, in mancanza dell’adozione di apposite tempestive contromisure, conducono solitamente ad una dittatura od all’anarchia. Nel caos collettivo prevale solitamente l’uomo forte che raddrizza, a suo modo, tutte le storture. Continuo a preferire una democrazia imperfetta, piuttosto che una dittatura, anche se “democratica”. Del resto, anche le dittature dei paesi dell’est europeo si fregiavano della qualifica di “repubblica democratica”.

Giovanni Virga, 2 marzo 2013.

P.S.: quando parlo della necessità di adozione di apposite tempestive contromisure, non mi riferisco solo al mutamento della legge elettorale, con l’adozione di un un sistema elettorale che avvicini i cittadini alla politica seria e responsabile, ma anche all’adozione di forti segnali di svolta da parte della classe politica ed istituzionale.

Grillo va considerato come il sintomo evidente di un male profondo che va curato prontamente, non già come la cura del male stesso. Anche perché, a mio sommesso avviso, la cura di Grillo sarebbe di gran lunga peggiore del male.

Category: Società

Commenti (21)

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  1. Nico ha detto:

    Buongiorno sig. Virga, mi fa piacere, e allo stesso tempo mi terrorizza, che il mio pensiero sia stato così bene da Lei espresso! Non sono uno storico, nê un politico; mi definirei un “osservatore attivo”, risvegliatosi forse tardi ma preoccupato dagli avvenimenti che si susseguono dall’avvento del “despota”. Ho osservato nel mio piccolo l’intolleranza di certi “adepti” verso sensi di democrazia avversi al loro “credo”. Ed è stato questo modo di reazione a scatenare in me paragoni con passati, e presenti in altri luoghi, regimi. Non dovrei aggiungere altro anche perché, ripeto, appoggio “alla lettera” quel che lei ha scritto che, per spirito di contrapposizione al vento che tira, inserirò su facebook nella mia pagina. Spero di leggera presto, Nico Tropea

  2. Beppe ha detto:

    Condivido pienamente ciò che La preoccupa, purtroppo provo le Sue stesse sensazioni. “la politica, nei paesi democratici, è per definizione un equilibrato compromesso” ritengo sia l’espressione più azzeccata da far tener presente a tutti in questo difficile momento.

  3. Alessandra ha detto:

    Buonasera Virga, con un pò di ritardo leggo il Suo articolo che approvo in pieno. Anche io come Lei sono preoccupata e dispiaciuta che la gente che ha votato M5S pensa di averlo fatto per protesta non rendendosi conto di aver fatto il loro (o meglio suo) gioco, di dare consenso ad una persona che oltre a parole non ha idea di cosa vuol dire governare (non è che gli altri lo abbiano capito a fondo!!!!). In una situazione come quella attuale si sarebbero dovuti sbracciare e mettersi a lavoro tutti. hanno saputo solo insultarsi l’uno con l’altro e fare la gara a chi le diceva più grosse.
    Spero solo in un cambiamento di coscienza non solo per noi ma anche per le generazioni future,spero in una presa di consapevolezza che protestare può anche significare recarsi al voto ma far scrivere non voto per nessuno perchè nessuno mi rappresenta.
    Saluti
    Alessandra

  4. Massimo Perin ha detto:

    La situazione al momento è in evoluzione, senza entrare nel merito dei commenti, mi limito a segnalare che su AffariItaliani.it (pag. web http://affaritaliani.libero.it/politica/passera-io-premier-non-una-parola040313.html) è presente la notizia del possibile Governo a guida del Ministro Corrado Passera. Secondo Angelo Maria Perrino, direttore della testata, la soluzione non sarebbe invisa da Grillo e dai grillini.
    Se questa dovesse essere la soluzione all’attuale fase di stallo, si può essere un pò più ottimisti.
    Cordialità
    Massimo Perin

    • Giovanni Virga ha detto:

      Il mio pessimismo continua, dato che, come si apprende dal sito del Corriere della Sera (è in atto la notizia di apertura), Grillo ha confermato di non volere appoggiare alcun Governo.

      Come si apprende dallo stesso articolo, ha solo dichiarato quanto segue: «Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti. Lo saranno ancora con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera».

      Indica quindi un possibile Primo ministro ed al contempo dichiara di non volere dare la fiducia ad alcuno. Sponsorizza un Governo PD-PDL, indicando addirittura il Presidente da incaricare (Passera), per meglio infilzarli alle prossime elezioni.

      Del resto, che ci si può aspettare da un conduttore di spettacoli di cabaret? La politica italiana (non solo grazie a Grillo) è ormai puro avanspettacolo, nonostante la situazione drammatica dell’economia.

      Anche le ultime dichiarazioni di Bersani destano sconcerto: indica infatti 8 (vaghi) punti che dovrebbero risolvere i problemi dell’Italia, senza ricomprendere in alcuno di essi il problema della riforma elettorale o le misure economiche che debbono essere adottate per rilanciare l’economia.

      Quali sono questi 8 punti fondamentali? Trascrivo il breve articolo del Corriere: «Prima di tutto, avverte, proporrà una legge contro la corruzione e contro la mafia; una sul conflitto d’interessi; misure per una politica più sobria e meno cara; una riforma dei partiti; interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti, come quello di cittadinanza e delle coppie omosessuali, sulla scuola e il diritto allo studio. Si tratta per Bersani di «un insieme di punti urgenti dal lato democratico e da quello sociale». «Se non si parte così – ha aggiunto – credo che difficilmente aggiusteremo le cose».

      La situazione in Italia, come al solito, è grave ma non è seria.

      Appunto per questo avevo in un primo tempo eliminato dal weblog il mio articolo: perchè ho l’impressione di prendere troppo sul serio un comico come Grillo. Forse, se non ci fossero di mezzo le sorti dell’Italia in questo difficile momento, sarebbe meglio ignorarlo e non dargli troppa importanza.

  5. fabio patarnello ha detto:

    Caro Professore,

    le sue osservazioni sono sempre acute e approfondite e leggo sempre volentieri i suoi commenti (giuridici o politici).

    Tuttavia, nel caso della valutazione sul M5S e su Grillo non sono pienamente d’accordo con lei e con gli amici che hanno lasciato commenti sostanzialmente adesivi alla sua tesi.

    L’appoggio al M5S di molti italiani (me compreso) trova la sua genesi nella necessità di vincere l’ostinata determinazione della classe politica tradizionale a non consentire il rinnovamento. Quanto accaduto con il PD e Renzi (ovvero con il PDL e la ridiscesa in campo di Berlusconi) è emblematico della fatica che in questo Paese ciascuno di noi fa per conquistarsi spazio, puntando solo sul lavoro e sulle qualità professionali acquisite.

    Il sistema generale è incrostato e fermo, direi paludoso.

    Io credo fermamente che, soprattutto in un momento di gravissima crisi economica diffusa e di malessere sociale, il popolo abbia bisogno di simboli di cambiamento radicale; questa necessità – che era facilissimo leggere in quanto è accaduto nella Sicilia dei forconi- avrebbe dovuto essere intercettata dalle classi dirigenti dei Partiti tradizionali e affidata a “volti nuovi” che propugnavano modifiche radicali al sistema, offrendo agli elettori una speranza.

    La proposta di Renzi (senza entrare nel merito del personaggio) ed eventualmente della Meloni (idem) avrebbero consegnato agli elettori un “simbolo” di rinnovamento (non importa se reale o ipotetico) che poteva facilmente attenuare il fenomeno del M5S.

    Invece, gli arroccamenti degli apparati politici, gli scandali continui e le condizioni disperate che molti di noi vivono sul piano economico hanno costituito la benzina su cui Grillo ha semplicemente acceso un cerino.

    Io voglio credere che prima o poi – spero il più presto possibile – si colga l’occasione di mostrare a tutti noi una voglia concreta di cambiamento e di equità, proponendo volti nuovi, che simbolicamente possano incarnare il rinnovamento, disinnescando un’onda che altrimenti diventerà davvero pericolosa.

    Un caro saluto.

    Fabio Patarnello

    • Tiziano Gigliuto ha detto:

      Quoto totalmente Fabio Patarnello in quello che dice. Il problema è che nella politica italiana ormai tutti da Destra a Sinistra sono attaccati alla loro poltroncina e ai loro privilegi nonostante gli scandali e l’indegnità morale siano all’ordine del giorno. Nessuno è disposto a fare il passo che consentirebbe al paese di rinnovarsi.

  6. Massimo Perin ha detto:

    Tenuto conto della volatilità della situazione (Passera o non Passera) due importanti testate quali il Sole 24 Ore e l’Ansa nei rispettivi siti, riportano che Vito Crimi, capogruppo al Senato per il Movimento a 5 Stelle, si esprime, a proposito di un governo tecnico (probabilmente quello possibile di Passera) “lo facciano, poi vediamo”.

    Quello che il Movimento a 5 stelle esclude di appoggiare è il governo dei partiti tradizionali (PD e PDL).

    Potrebbe essere l’occasione per un dialogo su di un esecutivo che affronti i temi veri dell’economia e del debito.

    Stiamo a vedere.

    Massimo Perin

  7. Nicola NIGLIO ha detto:

    Carissimo Professore Virga,

    condivido la sua tesi secondo cui la situazione attuale del nostro Paese è grave in quanto sembra prospettarsi una situazione di ingovernabilità oppure di governabilità poco durevole e alquanto conflittuale.

    Il cambiamento è auspicabile ma non solo nei programmi politici o nei partiti, oppure nella stessa modalità di formazione del consenso derivante da una legge elettorale che filtra in modo incondizionato la volontà di scelta degli elettori e, mi pare, sacrifica ogni possibilità concreta e reale di assicurare una forte e stabile governabilità al nostro Paese.

    La popolazione è stanca di una classe politica che si autoricicla nel corso degli anni, mentre dovrebbe cambiare atteggiamento culturale verso le istituzioni pubbliche, salvaguardandone la dignità e quella delle persone che hanno diritto a farsi governare da un buon governo che metta al centro del suo programma la cura e il culto delle medesime istituzioni pubbliche.

    Al riguardo, lo scossone Grillo irrompe in questo contesto con il fine principale di intervenire e scuotere quella classe dirigente che ha fatto tanti danni nel nostro Paese nell’ultimo ventennio, considerata la preoccupante crisi che stiamo vivendo, la quale solo in parte è importata da quella del resto del mondo. Una classe dirigente che abbia innanzitutto come obiettivo primario la cura dell’interesse generale di un Paese e di un popolo che ha espresso una chiara e seria volontà di cambiamento che investe la cultura e l’etica pubblica.

    Forse il movimento di Grillo rappresenta una fase di cambiamento che dovrà essere comunque delegato a una nuova classe dirigente competente, capace e lungimirante che prenda a cuore la volontà di far ripartire il nostro Paese, distribuendo in modo equo ed imparziale i sacrifici e i benefici per il bene e l’interesse di una intera Nazione. Al riguardo, mi viene in mente un detto antico Telegu che in modo esagerato affermava che i veri leader sono coloro che considerano i loro collaboratori come le loro madri e a volte anche di più…

  8. Giovanni Virga ha detto:

    Concordo con il fatto che in Italia la situazione è drammatica, anche per l’immobilismo e la corruzione dei partiti tradizionali e che è tempo di dare una radicale svolta al sistema. L’ho scritto già nel mio messaggio iniziale.

    Il problema tuttavia è sempre quello: Grillo ed il suo M5S possono essere ritenuti la cura appropriata?

    Possono affidarsi le redini di un Paese importante come l’Italia ad uno come Grillo che, tanto per dirne una, oggi teorizza una “dittatura democratica” esercitata tramite il web, ma che qualche tempo addietro, come testimoniano i filmati presenti su You Tube – clicca qui e qui per vederli, era contro i computer al punto, nei suoi spettacoli, da distruggerli a colpi di mazza?

    L’Italia è come un autobus privo di controllo in una bufera. Affidereste questo autobus in tale situazione ad un soggetto umorale come Grillo od a soggetti che non hanno mai guidato, i quali in parte – vedi la riunione di ieri a Roma – vogliono andare a destra ed in parte vogliono svoltare a sinistra? Le probabilità dello schianto in tal caso sarebbero altissime.

    Occorre infatti considerare (forse siamo ancora fermi ai sondaggi che davano il M5S al 15-17% dei voti, mentre in realtà ne ha conseguiti il 25%) che quello di Grillo, dopo le elezioni, non è un partito di opposizione che può fungere da pungolo per il cambiamento, ma è il primo partito italiano e da esso, in base ai numeri presenti al Senato, dipendono ormai le sorti dell’Italia. Inoltre, nel caso di (probabili) nuove elezioni, rischia – se tutto continua così – di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari. Secondo me, stiamo giocando con il fuoco.

    • Avv. Luca Verrienti ha detto:

      Caro Professore,
      Apprezzo la Tua analisi.
      Il grillismo è un movimento qualunquista.
      Anche l’Uomo Qualunque di Giannini nel 1946 (di cui anche Berlusconi e Grillo sono debitori) ottenne un buon risultato elettorale.
      Tuttavia nelle elezioni del 1948 tale movimento praticamente sparì.
      I movimenti sono liquidi …
      Con grande stima e con vivissime cordialità.
      Luca Verrienti

  9. fabio patarnello ha detto:

    credo che Grillo non sia la cura, ma la malattia, il virus che ha la funzione di mandare il sistema in fibrillazione (cosa nella quale mi pare riesca egregiamente).
    la cura spetta ai partiti, ma passa necessariamente da un radicale rinnovamento, di idee (innanzitutto), di facce e di impostazione.
    come ho scritto nel mio breve intervento di ieri, l’onda di sdegno e rabbia della gente è confluita nel M5S perché nessuno fino ad ora ha inteso raccogliere le urla della gente: il PD per supponenza intellettuale (atavica), il PDL per la pochezza di molti suoi rappresentanti; il CENTRO per supponenza e arroganza economica.
    l’abissale distanza tra la politica tradizionale e la gente comune, che è il letto su cui scorre il fiume del M5S, può essere rapidamente ridotta da segnali di svolta concreta.
    speriamo.
    saluti

  10. Giovanni Virga ha detto:

    Ho rivisto i filmati su You Tube riguardanti Grillo ed essi, spesso, mi ricordano una famosa scena del film “Quinto potere” nella quale Peter Finch, che interpreta una specie di guru invasato le cui trasmissioni vengono diffuse per ragioni di share, invita tutti ad affacciarsi alla finestra e gridare al mondo: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più” (per rivedere tale scena, clicca qui).

    Lo stesso hanno detto gli italiani con il loro voto.

    Grillo ha abilmente utilizzato il mezzo televisivo, non partecipando ai soliti dibattiti, ma trovando trasmisssioni televisive compiacenti che, anche per questioni di share, hanno trasmesso i suoi monologhi in piazza, veri e propri spettacoli gratuiti; tramite essi, Grillo, è vero, non guadagna più, ma si prefigge di conquistare la maggioranza assoluta dei consensi. Non pensiate che Grillo ed il suo compagno di cordata Casaleggio, siano quei sognatori che intendono farci credere.

    • fabio patarnello ha detto:

      professore carissimo,
      non ci consideri poi così sprovveduti … chi, come me, ha votato M5S, lo ha fatto per metter in circolo un virus di destabilizzazione del sistema, nella speranza che gli anticorpi consistano in un rapido cambiamento delle attuali classi dirigenti.
      lo so, è stato e rimane un azzardo. ma confido veramente che presto la protesta incanalata dal M5S possa trovare collocazione in qualche contenitore più adeguato…
      saluti

      • Nicola NIGLIO ha detto:

        Carissimo sig. Paternello

        il nostro Paese ha bisogno urgentemente di un Governo stabile che governi e che prenda le giuste decisioni perchè se ciò non avvenisse rapidamente, le conseguenze e gli effetti potrebbero pregiudicare il nostro futuro. In questo momento l’unico contenitore più adeguato dove collocarsi è quello di decidere o di contribuire a porre fattivamente le basi di un Governo del Paese che prenda decisioni possibili da realizzare, considerata la nostra attuale drammatica situazione economica e di bilancio. Il cambiamento della classe dirigente è auspicabile ma per farlo, oltre alla protesta, è necessario assumersi le giuste responsabilità traducendo i tanti e condivisibili segnali di protesta in un’azione chiara, concreta ed efficace diretta a risanare il nostro Paese,da avviare nelle giuste sedi istituzionali. Per raggiunge questo è necessario costituire una maggioranza in quelle sedi istituzionali che governo nell’interesse unico ed esclusivo del Paese.
        Cordiali saluti

        • gianluca ha detto:

          Il M5S è sempre stato chiaro..nessuna alleanza con simili persone!
          a distanza di 4 mesi il Governo anzichè mostrarsi stabile e prender giuste decisioni continua a far quello che ha fatto per 30 anni!
          preferisco una dittatura democratica che tuteli la gente onesta che vivere una democrazia che tutela solo i disonensti!
          a voi la scelta..

  11. Gianni ha detto:

    Anche io sono preoccupato “di tutto” e “per tutti”; da qualche anno lavoro come tecnico per uno degli enti locali che penso sia necessario modificare. Qualche anno fa un gruppo di costituzionalisti pubblicò un documento con cui si “implorava” il ceto politico di modificare radicalmente la Costituzione del 1948, che risulta essere (a parte il titolo I dui diritti politici e di libertà) obsoleta, antieconomica e soprattutto è terreno fertile di ciò che politico non è, ovvero, le rendite di posizione (familiarismo, professionismo del politico e non professionalità, decoro, e così via). Ebbene, se non ora quando??

    Chi ha votato i grillini lo ha fatto non solo per protesta ma proprio perchè ha cercato di collocare in Parlamento la c.d. “spina nel fianco”, e più dolorosa è meglio è!

    Concludo implorando, da italiano che vuole essere davvero europeo anche nei servizi e nella moralità della res publica, una nuova carta costituzionale con alcuni punti fondamentali: riforma giustizia (il giudice unico ???); macroregioni; soppressione enti locali con popolazione inferiore a 5 mila abitanti; città metropolitane e soppressione delle province; senato delle regioni e dei sindaci delle città metropolitane; riduzione drastica dei costi della politica con parametri davavero europei; soppressione della presidenza della Repubblica e confusione neella sola figura del premier capo del Governo; riduzione drastica dei costi militari.

  12. stefano glinianski ha detto:

    Egr. Prof. Virga: Grillo…?

    Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento mi hanno proposto un’alleanza. Cosi’ ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico; noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato; non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta; noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo...”.

    no…Hitler, discorsi del 1932.

    Cordialità

    Stefano Glinianski

    • Nico ha detto:

      Un po’ variati, leggi la traduzione, ma devo dire simili….

    • Nicola NIGLIO ha detto:

      Egr. prof Virga

      ho trovato anche io una frase celebre adatta ai nostri tempi:

      Il Governante più alto è quello della cui esistenza i sudditi si accorgono appena. Poi viene quello che amano e stimano. Poi quello che temono. Infine quello che disprezzano“.

      Lao-Tze
      630 A.C.

      Con grande stima

      Nicola Niglio

  13. Alfio Parisi ha detto:

    Egr. Prof. Virga, mi permetta di dissentire sia pure in modo parziale la sua visione della situazione Italiana, lei ha paura della dittatura, concordo, tuttavia trovo strano che ancora non si sia accorto che in dittatura ci siamo già, e da un pezzo, una dettatura sottile e devastante impostaci dalle lobbi e dal potere economico che giornalmente detta l’agenda alla politica ordinando cosa occorre fare e cosa non, la verità caro Prof. è che il sistema Italia è imploso sotto il peso della disonestà galoppante di politici incapaci e corrotti, che hanno calpestato i principi fondamentali della Democrazia, che al senso dello stato e al benessere dei cittadini hanno anteposto i loro sporchi interessi…quindi, per questo e tanto altro ancora fa bene Grillo a rifiutare l’alleanza con coloro i quali sono responsabili dello sfacelo Italiano, darebbe lei l’incarico a Totò Riina di custodire casa sua e l’incolumità fisica dei suoi cari?

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