Quis custodiet custodes? (A proposito dei Consiglieri di Stato, facenti parte del nuovo Governo, in posizione fuori ruolo)

di | 30 novembre 2011 | 6 commenti Leggi

Quis custodiet (ipsos) custodes? (Chi sorveglia i sorveglianti stessi?). E’ lecito porsi l’interrogativo di Giovenale con riferimento ad alcuni componenti dell’attuale Governo tecnico recentemente nominati.

Come già rilevato da molti in questi giorni, un Governo tecnico, come quello presieduto dal Prof.Sen. Monti, non traendo la propria legittimazione da un voto popolare, dovrebbe fondare la propria legittimazione non solo sulla sua competenza, ma anche sull’autorità morale dei suoi componenti; una autorità morale che consentirà di fare accettare meno malvolentieri ai cittadini italiani i grandi sacrifici economici (definiti addirittura “impressionanti” dalla Cancelliera Merkel) che l’attuale situazione finanziaria impone.

Più volte ho ripetuto la frase suggerita da Romiti, secondo cui “non c’è migliore autorità, dell’esempio”. Ed il nostro Paese, specie in questo momento, soprattutto sotto l’incalzare di sempre nuovi scandali giudiziari, ha estremo bisogno dell’autorità rappresentata da tanti piccoli (buoni) esempi.

Ora, se si guardano alcuni componenti del Governo di recente nominati, mentre non sorge alcun dubbio sulla loro competenza specifica, qualche dubbio sorge invece in ordine alla loro idoneità a fungere da modello al quale i cittadini dovrebbero ispirarsi.

Colpisce in particolare la situazione del Pres. Patroni Griffi, nominato Ministro della Funzione Pubblica, la cui situazione era già stata segnalata circa un anno addietro dal noto programma televisivo “Report”, che aveva a suo tempo intervistato l’attuale Ministro sulla sua situazione di “fuori ruolo” di Presidente di sezione del Consiglio di Stato (che gli consente di percepire lo stipendio di oltre 200.000 euro, pur non esercitando le relative funzioni) e, nel contempo, di componente di una commissione la cui natura lo stesso Pres. Patroni Griffi, nel corso dell’intervista, non è stato in grado di definire (incarico questo per il quale percepisce un compenso di 150.000 euro).

Per la versione integrale del servizio di Report clicca qui (link al sito della RAI). Per l’estratto dell’intervista al Pres. Patroni Griffi, clicca qui (link al sito del Corriere della Sera).

A questa situazione pregressa, per la quale il Pres. Patroni Griffi nel corso dell’intervista non è stato in grado di fornire idonea giustificazione (ha accennato confusamente solo alla necessità di rovesciare la prospettiva, affermando che “Forse la cosa si può anche trasformare. La realtà è questa, cioè che messa così: tu vieni pagato da un ente e non lavori per quell’ente non si presenta molto bene, evidentemente. Se invece si cambia un attimo la prospettiva, e si considera che…in realtà, io vengo pagato per il tipo di lavoro che svolgo e, se non fossi un magistrato, prenderei la stessa cosa, più o meno, solo che probabilmente lo prenderei tutto dall’amministrazione…in cui presto l’attività lavorativa“), si è aggiunta la situazione attuale di Ministro alla Funzione pubblica, per la quale è prevista una indennità di oltre 200.000 euro all’anno.

Nello stesso servizio di Report viene messo in rilievo che un altro componente dell’attuale Governo e precisamente l’attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, ex Autorità Garante della Concorrenza, si trova nella medesima situazione di Presidente di Sezione del Consiglio di Stato in posizione fuori ruolo, per la quale, del pari, percepisce uno stipendio senza esercitare le relative funzioni.

Va dato atto che nel corso della stesso servizio televisivo, il Pres. Patroni Griffi ha ammesso che l’istituto del fuori ruolo va riformato con apposita disciplina, il che semplificherebbe le cose anche sotto il profilo retributivo (anche se ha proposto fugacemente di portare il carico retributivo dal Segretariato della Giustizia amministrativa all’Amministrazione che utilizza il dipendente; la eliminazione dell’istituto dei fuori ruolo, tuttavia, non è stata nemmeno presa in considerazione. Interessante è anche la tesi esposta nel corso dell’intervista secondo cui “l’ottica dello risparmio in sè non è l’ottica che rende competitiva l’Amministazione“).

Vedremo, ora che Patroni Griffi è Ministro della Funzione della Funzione pubblica, se promuoverà una riforma dell’istituto del fuori ruolo, e comunque se si metterà subito assieme al Pres. Catricalà – per dare l’esempio – in posizione di aspettativa (il che impedirebbe il cumulo dell’attuale indennità di Ministro con quella di Presidente del CdS in posizione di fuori ruolo).

Non è superfluo ricordare che, in considerazione dell’attuale situazione finanziaria, l’omologo del Ministro della Funzione pubblica in Grecia, è stato costretto a disporre il licenziamento o la messa in cassa integrazione di migliaia di dipendenti pubblici. Con quale autorità potrà il neo Ministro adottare all’occorrenza provvedimenti analoghi o comunque riduzioni della spesa per il personale pubblico, se continuerà a percepire, quale fuori ruolo, uno stipendio (di oltre 200.000 euro) senza esercitare le relative funzioni ?

Prima di continuare a spremere i cittadini italiani con ulteriori balzelli, deprimendo ulteriormente l’economia, occorre quindi riportare un minimo di moralità all’interno della P.A. ed in particolare all’interno del massimo organo della giustizia amministrativa; quest’ultimo, infatti, mediante la generosa concessione di posizioni fuori ruolo, ha finito per incrementare il fardello del debito pubblico che grava su tutti noi e sulle prossime generazioni e che ci sta lentamente portando ad una situazione di default.

Giovanni Virga, 30.11.2011.

Category: Amministrazione pubblica

Commenti (6)

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  1. Avv. Michele Casano ha detto:

    Concordo in pieno, caro Professore: non ci siamo, ed il “segnale”, (anzi: l’esempio) che arriva all’opinione pubblica è chiaro ed inequivocabile, altro che “rovesciamenti di prospettiva”, di cui discettava a suo tempo a Report il Pres. Patroni Griffi ! Sembra, invece, che il Dott. Grilli abbia accettato di buon grado la riduzione (pare del 70%) del proprio trattamento economico (di direttore generale del Ministero dell’Economia), nel passaggio al nuovo incarico governativo, peraltro non senza renderne debitamente edotta la stampa. Luci ed ombre … Cordialità.

  2. Claudio Rossi ha detto:

    Parole sante! Finalmente! Gli esempi di dissipazioni (e di conseguenti appropriazioni indebite) di risorse pubbliche sono infinite.
    Quanti convegni, seminari, incontri, meeting sono organizzati senza adeguata oculatezza? Serate in hotel a cinque stelle…in località più o meno amene…Relatori improvvisati ma sempre ben retribuiti. Ma l’e-learning è ignoto? Le videoconferenze? Il sistema skype? Nel contempo si tagliano alla cieca i rimborsi spese per lo svolgimento di attività istituzionali!
    Siamo davanti a casi paradossali (ved. alcuni ministeri) che continuano ad organizzare meeting costosi qui e là per l’Italia (si dice grazie a fondi europei) mentre non riescono a garantire la tempestiva accensione dei riscaldamenti nelle proprie sedi periferiche.
    Nel commento al suo intervento di novembre scorso, ho citato il caso della Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti bianche che girovagava per l’Italia per acquisire pareri, note, informative…. Come se un magistrato per acquisire le carte della propria inchiesta se ne andasse a zonzo per lo Stivale e non disponesse acquisizioni più raziocinanti.
    Pellegrinaggi burocratici sono organizzati con le finalità più disparate in mezzo mondo da delegazioni improbabili di tecnici, funzionari, politici (il caso Bologna/Del Bono docet)….. Quanti casi Del Bono esistono in Italia?
    C’è bisogno di tanta morigeratezza….
    La stagione dei “tagli lineari” oltre a nuocere all’economia, deprimendola, ha incoraggiato l’irresponsabilità di chi poteva vivere delle riserve di autentiche sacche di privilegio e di risorse eccedenti rispetto alle effettive necessità….
    La stagione “Monti”, oltre ai comportamenti “esemplari” giustamente auspicati dal prof. Virga, spero che si caratterizzi per la capacità di andare a scovare le vere sacche di inefficienza, i veri privilegi ed i veri sperperi. Ma al cospetto di quanto qui meritoriamente denunciato, possiamo ancora nutrire speranze in tal senso?

  3. Massimo Perin ha detto:

    A proposito di sperperi e privilegi possono essere utili le segnalazioni del giornalista Mario Giordano a seguente link, le quali riguardano i nostri parlamentari.
    Buona lettura

    http://www.sanguisughe.com/2011/09/bisogna-alzare-leta-pensionabile-cominciamo-da-questi-ecco-i-parlamentari-che-a-47-anni-prendono-8mila-euro-al-mese/

  4. Avv. Michele Casano ha detto:

    Ecco: a proposito dei tanti, troppi “veri privilegi e veri sperperi”, proporrei una piccola riflessione, anche (e soprattutto) giuridico-amministrativa sulla fattibilità e rilevanza finanziaria ed economico-sociale (vertendosi in tema di beni pubblici) della (da più parti – credo molto giustamente – auspicata) “revoca” (in autotutela ? e/o siccome viziata ab origine ?) della procedura “comparativa” per l’assegnazione delle frequenze TV liberatesi a seguito dell’entrata in funzione del “digitale terrestre” tristemente nota come “beauty contest” ….. ed il colmo è che – ove fosse davvero portata a termine così come è stata “concepita” dall’ex-ministro Romani (si, quello di “Colpo Grosso”…)-, esporrebbe con ogni probabilità la Repubblica italiana ad ulteriori procedure di infrazione….

  5. Avv. Michele Casano ha detto:

    Prendo atto che il tema della assegnazione delle frequenze TV non riscuote il benchè minimo interesse su queste sponde, pazienza. Eppure, è tornato di strettissima attualità proprio negli ultimi giorni, dopo le dichiarazioni pubbliche rese in argomento dal ministro Passera. Auguri a tutti.

  6. dott. Ulderico Izzo ha detto:

    Caro professore, se il Presidente del Consiglio ha dato l’esempio di rinunciare alla sua indennità di carica, è paradossale che gli altri membri del governo (in particolare il ministro Patroni Griffi e il sottosegretario Catricalà) non facciano allo stesso modo. Una carica, uno stipendio ovvero dui stipendi se effettivamente svolgi anche l’altra carica

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